Viviamo in un’epoca in cui sembra che si debba vincere sempre. Vincere nelle relazioni, vincere nelle discussioni, vincere persino nel dolore. Come se cedere fosse sinonimo di debolezza, di fallimento, di perdita di valore.
Ma se osserviamo la vita tenendo insieme corpo, mente ed emozioni, la realtà appare molto diversa.
Quando il “farcela a tutti i costi” ci allontana da noi
Volercela fare a ogni costo, soprattutto nelle relazioni, può diventare profondamente logorante.
Accade spesso nei rapporti difficili, conflittuali o tossici, dove l’altro agisce come un vero e proprio vampiro energetico: assorbe energia, svuota, mortifica, confonde.
In questi contesti non perdiamo solo una discussione. Rischiamo di perdere la connessione con la nostra vera identità.
Il corpo si tende, il respiro si accorcia, la mente entra in allerta costante. E lentamente ci dimentichiamo chi siamo davvero.
Relazioni come campi di battaglia
In questa era della performance anche le relazioni diventano una gara. Qualcuno deve vincere. Qualcuno deve avere ragione.
Ma quando una relazione si trasforma in una lotta continua, non c’è vera vittoria. C’è solo consumo emotivo.
Assecondare, fare un passo indietro o scegliere il silenzio non significa perdere. Significa non alimentare una dinamica che non nutre.
Valori dimenticati
Nel tentativo di prevalere, troppo spesso dimentichiamo valori fondamentali:
- il rispetto reciproco
- il valore della famiglia
- l’ascolto autentico
- la capacità di perdonare una parola detta fuori luogo o un comportamento sbagliato
La società attuale ci porta rapidamente al giudizio. Un errore diventa un’etichetta. Una fragilità diventa una colpa.
E così ci irrigidiamo. Ci difendiamo. Perdiamo contatto con il cuore.
Accettare i propri limiti: il vero lavoro interiore
Da donna in cammino, sento di poterlo dire con sincerità:
la persona che fa più fatica ad accettare i propri limiti siamo spesso noi stessi.
Io stessa ci sto lavorando ancora. C’è una parte di me che vorrebbe farcela sempre, su tutto. Essere forte, presente, impeccabile.
Poi la vita mi riporta con dolcezza alla verità.
La vita non è una gara
La vita non è una competizione. Non è una corsa. Non è una prova da superare.
La vita è un viaggio meraviglioso. Un viaggio che chiede lentezza, presenza, ascolto.
E lungo questo cammino, a volte, la scelta più sana non è resistere. È fermarsi. È lasciare andare. È cedere.
Perché cedere, quando nasce dalla consapevolezza, non è perdere. È scegliere di proteggere la propria energia. È tornare a sé.
Ma se osserviamo la vita tenendo insieme corpo, mente ed emozioni, la realtà appare molto diversa.

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